
A cura di Francesca Barbuto
“I manga di Francesca” è la rubrica di Stati Uniti d’Italia dedicata al mondo dei manga, alle storie, ai personaggi e alla cultura pop giapponese. Uno spazio per raccontare letture, emozioni e universi narrativi che, dietro il disegno e la finzione, riflettono il mondo reale: dinamiche sociali, conflitti generazionali, paure e speranze del presente.
Se anche voi come me siete appassionati di Stitch e delle sue divertenti e buffe avventure, non potete perdervi questa nuova saga sui viaggi nel tempo.
La storia si apre con Stitch, Jumba e Pleakley che stanno nello spazio, godendosi una routine senza combattimenti, solo un periodo di meritato relax. Tutto cambia però quando Pleakley,grande appassionato della storia della Terra nota qualcosa di strano. Guardando le immagini delle piramidi sono diverse da quelle classiche che conosciamo, ma sono delle misteriose “quadramidi”.
Ma perché hanno cambiato forma? Cosa è successo nel passato?
La risposta la dà la Presidentessa della Federazione Galattica che li chiama e li informa che il malvagio Dottor Hämsterveil, che attenzione,non dovete scambiare per un coniglio ma è un gerbillo alieno, una sorta di criceto, è riuscito a evadere di prigione e ha rubato la macchina del tempo costruita da Jumba. Il suo obiettivo è conquistare la Terra attraverso le quadramidi che servono come dei giganteschi sensori per poter richiamare sul pianeta diversi cloni di Stitch creati sempre da Hämsterveil.Jumba si mette subito al lavoro per costruire una nuova macchina nel tempo.
Tuttavia c’è un problema,può trasportare una sola persona.Jumba non può andare perché è l’unico a sapere come farla funzionare,Pleakley si offre volontario ma non ha abbastanza forza per poter affrontare Hämsterveil.
Quindi Stitch,senza esitare,si tuffa nella macchina e si ritrova nell’Antico Egitto.
Qui incontra Isry,un ragazzo che inizialmente lo scambia per uno strano leoncino blu capace di parlare.
Quello che inizia come un incontro casuale si trasforma presto in un’amicizia destinata a segnare il viaggio di Stitch nell’Antico Egitto.
Incontriamo anche Imhotep, il maestro di Isry,famoso e brillante architetto al servizio del faraone, incaricato della costruzione delle grandi opere per celebrare il potere e rendere immortale nel tempo il ricordo del faraone.
Anche in questa storia troviamo il tema della Ohana,la famiglia.Stitch,quando decide di azionare la macchina e viaggiare nel tempo,sa che Jumba e Pleakley troveranno un modo per riportarlo a casa.
Come ci insegna anche il film:”Ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato.”
E anche nel rapporto che Stitch instaura con Isry ritorna il concetto della famiglia. Per il momento è uscito solo questo primo volume, scritto da Adriano Barone e Fabrizio Cosentino.
Il secondo volume uscirà ad agosto e spero che questa saga continui ancora a lungo,perché è veramente da leggere tutto d’un fiato.Concludo con un’altra frase celebre di Stitch sulla famiglia,che fa riflettere ancora una volta che famiglia non è solo quella dove si nasce, ma anche quella che ci scegliamo e che ci sostiene nei momenti difficili: ”Questa è la mia famiglia. L’ho trovata per conto mio. È piccola e disastrata, ma bella, sì molto bella.” Buona lettura e, se vi è venuta voglia di vedere o rivedere i film di Stitch, buona visione!



