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IMMIGRAZIONE: L’EMBLEMATICO CASO DELLA PARROCCHIA DI VICOFARO A PISTOIA

Finalmente, sarebbe proprio il caso di dire “meglio tardi che mai”, qualcuno si è accorto che la situazione all’interno della parrocchia di Vicofaro a Pistoia, fosse talmente precaria e foriera di pericoli, decidendo quindi di trasferire gran parte degli immigrati ospitati. Con la pandemia in atto, la promiscuità in cui vivevano queste persone poteva, infatti, favorire la creazione di un classico focolaio. Condividiamo, quindi, l’opzione di svuotare il predetto luogo, ma tuttora ci sfugge esattamente dove verranno ricollocati questi immigrati.

Una parte di essi, quelli risultati positivi, sono ora ospitati presso due alberghi di Montecatini Terme, dove ci auguriamo rimangano solo per il tempo necessario imposto dalla quarantena, mentre gli altri ed anche questi ultimi una volta negativizzati, dovrebbero essere spostati in strutture della Diocesi pistoiese. Ora, però, ci sfugge la motivazione per cui, l’Asl Toscana Centro abbia emesso recentemente un bando che scade a fine mese, per trovare ostelli o immobili similari che possano ricevere, tra gli altri, gli stessi ex ospiti di Vicofaro. Il tutto per un periodo di tempo che si potrà protrarre fino ad un anno. A questo punto, ci sorge un dubbio: come mai, se gli immigrati erano destinati ad alloggiare in ambienti di proprietà della Curia, ora un ente pubblico va alla ricerca di luoghi idonei a riceverli?

E’ cambiato qualcosa, rispetto a pochi giorni orsono? E’ altresì abbastanza chiaro, dunque, che l’essere stati, nel tempo, troppo accondiscendenti nei confronti di Don Biancalani, ha favorito l’ampliarsi di problematiche che potevano essere quantomeno più ridotte e pertanto gestibili. Chi ci va di mezzo sono, ad esempio, i Sindaci di Pistoia e di Montecatini Terme, i quali sono stati, naturalmente in tempi diversi, oggetto d’ingiuste critiche da parte di qualche cittadino; a mio avviso, viceversa, per quanto di loro effettiva competenza, hanno svolto più che egregiamente il loro compito istituzionale. La smodata e per noi atipica voglia di visibilità mediatica da parte del prelato pistoiese, ha contribuito, poi, a spettacolarizzare il tutto, non capendo, purtroppo, che le criticità stavano aumentando in modo esponenziale. Insomma, riteniamo che l’esperienza di Vicofaro sia una pagina emblematica di come occorra avere regole chiare in tema di accoglienza, ma principalmente non ci debbano essere mai deroghe per nessuno.

A Pistoia, i cittadini che abitano nei pressi dell’ormai famosa parrocchia, probabilmente, ora si sentono più sollevati; l’augurio è che non tocchi, dunque, a qualche montecatinese vivere quei disagi patiti da chi risiede a Vicofaro(eventuali danni se li assuma Don Biancalani, non certo la cittadinanza).Ovverosia, monitoriamo che la presenza degli immigrati negli hotel della città termale, sia veramente a tempo determinato…

Manuel Vescovi