A cura di Francesca Barbuto e Domenico Castelliti

La storia subisce un cambiamento radicale e la seconda stagione è completamente diversa dalla precedente. Fin dai primi episodi si percepisce un’atmosfera opposta a quella di prima: c’è un prima e un dopo cha trasforma profondamente i personaggi e le loro storie. C’è un evento sconvolgente che cambia per sempre il destino di tutti e che ci permette di scoprire la vera natura di Askeladd. Lui non è solo il mercenario senza ideali che abbiamo conosciuto, lui è Lucius Artorius Castus, un uomo mosso da un legame profondo e segreto con la sua terra natale, il Galles. Le sue azioni porteranno all’ascesa sul trono di Canuto, stravolgendo gli equilibri di potere. Da questo momento in poi inizia un percorso di trasformazione, a partire dagli scenari che ci troviamo davanti. Infatti se nella prima stagione eravamo abituati a campi di battaglia sanguinosi, in questa seconda stagione ci troviamo in una pacifica campagna.Thorfinn è diventato uno schiavo, ormai si è abituato alla sua nuova vita in fattoria, accettando in silenzio la sua schiavitù e il suo duro lavoro, una nuova vita all’apparenza tranquilla e senza violenza. Incontra Einar,un uomo diventato anche lui schiavo a causa della guerra ,che diventerà il suo migliore amico.Insieme, nonostante le fatiche quotidiane,riescono a darsi forza a vicenda,con la speranza di un futuro migliore. Dall’altra parte invece abbiamo Canuto. Ci ricordiamo l’immagine di un ragazzino fragile e insicuro che aveva paura delle battaglie. Ora Canuto è diventato come suo padre, Re Sweyn, un sovrano pieno di sete di sangue e di potere da cui Askeladd aveva cercato di proteggerlo,un po’ come aveva fatto Thors con Thorfinn. Adesso è proprio Canuto ad essere disposto a macchiarsi le mani di sangue pur di espandere il suo regno. Assistiamo così ad una forte contrapposizione, Thorfinn abbandona progressivamente la violenza, anche se dentro di lui c’è sempre quel forte guerriero, mentre Canuto si avvicina alla violenza per mantenere l’ordine e le ricchezze del suo regno. Non è più solo una storia di battaglie, di morti e di sangue, ma diventa una riflessione sul cambiamento interiore di ciascuno e sulla lotta contro la propria parte violenta che preme per uscire fuori con forza. È qui che risuona più forte che mai il messaggio di Thors che non si hanno nemici e che un vero guerriero non ha bisogno di una spada. Thorfinn coglie a pieno l’insegnamento del padre quando non ha nient’altro a cui aggrapparsi per vivere. Questa stagione ci fa riflettere sulla capacità di ricostruire la propria vita, mettendo da parte i propri errori, le proprie scelte sbagliate prese in passato. Ci insegna che la vera vittoria non consiste nel conquistare un regno o nel prevalere sugli altri, la vera vittoria è avere il coraggio di ripartire.
Speriamo di avervi ulteriormente incuriositi su Vinland Saga e speriamo di vedere presto una nuova stagione dell’anime.
Buona visione e buona lettura!
