LA REGINA DEL GIALLO
Commento a cura di Erika Basile

Agatha Christie è nata il 15 settembre 1890 a Torquay, nel Devonshire, su La Manica, ed è morta il 12 gennaio del 1975. Ricorrono cinquantanni dalla sua morte, ma sempre più lettori e sempre più giovani oggi scelgono i suoi libri, seguono i film o i telefilm tratti dalle sue opere, guardano le sue opere teatrali. Per esempio il suo “Trappola per topi” è il più longevo spettacolo teatrale della storia: è ininterrottamente in scena al West End di Londra dal 25 novembre 1952. Oppure negli ultimi anni l’adattamento di alcuni suoi famosi romanzi ha conquistato il grande schermo con l’attore Kenneth Branagh nei panni del mitico Hercule Poirot: Assassinio sull’Orient Express (2017), Assassinio sul Nilo (2022) e Assassinio a Venezia (2023).
Ma agli inizi questa scrittrice fu addirittura respinta dagli editori per ben cinque volte.
Il suo vero nome era Agatha Mary Clarissa Miller e con il primo matrimonio ha preso il cognome Christie dal marito, famoso aviatore. Ma ha dovuto mantenere questo cognome anche dopo la separazione per non perdere il suo fidato pubblico di lettori. Infatti, il suo primo romanzo poliziesco “Poirot a Styles Court” è stato pubblicato nel 1916.
Ha concesso pochissime e brevi interviste, quindi della sua vita privata e delle sue emozioni sappiamo poche cose. Sappiamo però, grazie al clamore suscitato all’epoca, che nel 1926 la Christie è misteriosamente scomparsa per qualche giorno: c’è chi ha ipotizzato una trovata pubblicitaria per vendere più libri; chi ha pensato che volesse suicidarsi in quanto da poco era morta sua madre ed era stata anche “mollata” dal primo marito per una donna più giovane. Lei non ha mai detto nulla, neanche nei suoi quattro romanzi autobiografici.
Winston Churchill la definì “la donna che, dopo Lucrezia Borgia, è stata più a contatto con il crimine”. Agatha Christie ha imparato tutto su farmaci e veleni quando, durante la Prima Guerra Mondiale, fece la volontaria nell’ospedale e nella farmacia della Croce Rossa della sua città natale.
Altra sua fonte di ispirazione sono stati anche i numerosi viaggi fatti in Medio Oriente per seguire il suo secondo marito, famoso archeologo. E tanti sono i libri gialli da lei scritti, più di sessanta, al ritmo di uno o due all’anno e in qualunque luogo si trovasse (sotto le bombe o in una tenda nel deserto) sempre per non perdere i suoi lettori fedeli.
Inoltre, era una straordinaria ascoltatrice e molto interessata ad osservare e studiare le persone, per questo prendeva spesso il bus o andava al caffè per origliare le conversazioni delle persone: nei suoi libri i tanti dialoghi presenti sono tutti ben congegnati.
I suoi personaggi più famosi sono il detective belga, e non francese, Hercule Poirot e l’adorabile vecchina Miss Marple: personaggi popolari, anche se imperfetti, che privilegiano il coinvolgimento intellettuale (le famose piccole cellule grigie) e l’osservazione della natura umana rispetto alla violenza esplicita. La Christie è riuscita a “tenere trame magistrali, simili a rompicapi, con indizi subdoli al lettore, colpi di scena ingegnosi e rivelazioni appaganti”. Ma su tutta la sua ampia produzione letteraria hanno pesato a lungo i giudizi sprezzanti della critica letteraria più colta ed accademica.
E’ stata anche una donna fuori dalle righe del suo tempo: il suo secondo marito era più giovane di lei di ben tredici anni; oppure è stata la prima donna occidentale a salire su una tavola da surf nel 1922. Ha davvero viaggiato sul leggendario treno dell’Orient Express nel 1928 e poi ha scritto il libro ambientato su questo treno nella camera 411 dell’ancora esistente Pera Palace Hotel di Istanbul, che le ha dedicato questa stanza.
Questa scrittrice è stata anche la preferita della Regina Elisabetta II, che la nominò nel 1971 Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico.
Piccola curiosità: i capitoli conclusivi dei suoi due principali personaggi furono scritti dall’autrice durante la Seconda Guerra Mondiale nel timore di non sopravvivere ai bombardamenti tedeschi e poi saranno conservati in cassaforte con le istruzioni di pubblicarli postumi.
Vi consiglio di leggere o rileggere i suoi libri: non vi stancheranno mai, anche se conoscete già chi è l’assassino; o nel caso di “Chi ha ucciso Roger Ackroyd”, sovvertendo le regole del genere, per la prima volta il narratore è proprio l’assassino. Oppure guardatevi film o serie televisive tratte dai suoi romanzi: vi trasportano in altre epoche e con la giusta adrenalina e suspense. A proposito tra qualche giorno su Netflix uscirà la nuova miniserie “I sette quadranti” tratta da un suo meno conosciuto libro.
Agatha Christie soleva ripetere “La vita ha una trama pessima. Preferisco di gran lunga i miei romanzi”.
