A cura di Fabrizio Bernardini

La rubrica “Piccole Imprese, Grandi Scelte” nasce con l’obiettivo di offrire, ogni mese, uno sguardo concreto e operativo sul mondo delle micro e piccole imprese italiane, analizzandone criticità, opportunità e strategie di rilancio. Un appuntamento fisso per chi vuole comprendere e migliorare la gestione della propria attività, attraverso esperienze, dati e strumenti professionali.
n questo articolo ci limitiamo a fornire spunti per incamminarsi nel mondo imprenditoriale, diverso da quello delle P.IVA. La differenza tra le due strade è proprio nel modo in cui ci si organizza e si opera; nella prima si studia, si ricerca e ci si struttura a dovere, nella seconda si prende la P.IVA e ci si muove a “sentimento”. Tracciamo sinteticamente, in 5 punti, il percorso per avviare una vera attività imprenditoriale:
Il primo passo da compiere è quello di identificare un bisogno di mercato da soddisfare o quello di aumentare un’offerta non ancora satura. Per fare ciò è utile compiere una ricerca di mercato con i tanti strumenti che la digitalizzazione offre. Ma attenzione, anche quando sembra che un settore merceologico sia saturo, avere un’idea diversa per elevarsi dal coro con una precisa identità e/o novità, può essere vincente. Ogni cosa può essere migliorata, innovata o diversificata. Ma attenzione, nell’economia attuale e in quella del domani ancora di più, essere piccoli imprenditori è e sarà sempre più difficile, perchè la concentrazione imprenditoriale si fa sempre più incombente. La risposta potrebbe venire da un servizio e una cura del cliente molto più accentuata e mirata. Oggi assistiamo a diversi casi vincenti di imprenditori che diventano personaggi, comunicando e coinvolgendo costantemente la propria clientela. Particolare attenzione merita la valutazione dell’impatto che la decisione di mettersi in proprio ha e che potrebbe avere sugli “equilibri familiari”; a questo fine diviene fondamentale individuare una “via di uscita” nel caso di mancato successo (il famoso rischio calcolato).
Il secondo passo è quello di elaborare un business plan dettagliato e ben strutturato. Per business plan non si deve intendere soltanto un conto economico previsionale ma deve contenere tutti gli aspetti dell’attività economica che intendiamo avviare, con la massima cura dei dettagli. Si parte dalla ricerca di mercato, si identificano i clienti target e le strategie di mercato, si ricercano i prodotti e i servizi migliori, si prevedono gli investimenti e le risorse finanziarie necessarie, si ricercano le agevolazioni e gli incentivi utili, si identifica il team e i collaboratori giusti, la sede, i professionisti, i canali distributivi e comunicativi, la forma giuridica, ecc. Poi si individua il break even point per capire quanto fatturato serve per iniziare a guadagnare e stare in piedi, da questo si capisce se il progetto è concretamente sostenibile. Ricordiamoci che un business plan ben costruito è la base per accedere al sistema creditizio e per ottenere gli opportuni finanziamenti.
Il terzo passo è quello organizzativo, ricercando la struttura fisica e umana necessaria: la sede, la visibilità e i competitors vicini devono essere ben analizzati e idonei agli scopi. Il team è l’altro aspetto fondamentale specialmente in quelle attività che hanno rapporti diretti con l’esterno e/o che richiedono competenze particolari. E’ fondamentale delineare le posizioni da ricoprire e le responsabilità lavorative che fanno parte di ogni posizione. Potrebbero esserci delle agevolazioni in materia di assunzioni in base al tipo di attività e al soggetto da assumere. Avere individuato un buon consulente del lavoro è sempre opportuno.
Il quarto passo è quello burocratico ossia quello di richiedere le autorizzazioni e licenze necessarie, seguire gli eventuali corsi formativi, scegliere la forma giuridica più opportuna, il tipo di contabilità giusta col software più idoneo possibile ed iscriversi ai vari Enti (AdE, INAIL, INPS, Registro Imprese, Albi, ASL, Comune SUAP, ecc.). In particolare, la scelta della forma giuridica e del regime fiscale avrà differenze sostanziali sul carico fiscale futuro, quindi merita un’attenzione particolare suffragata da un professionista preparato in questo ambito. Ma non solo, la forma giuridica delimita anche il grado di rischio intrinseco di ogni attività imprenditoriale.
Il quinto passo è quello di creare un brand di riferimento e creare un sito web ben visibile. Saper promuovere l’azienda, non solo nella fase iniziale, può essere determinante per il successo della stessa. Per promuovere il business occorrerà investire in social media marketing, in ads e in inserzioni sponsorizzate. Si può pensare di partire sui canali gratuiti e sui social sui quali si è già presenti, offrire sconti e promozioni e proseguire con inserzioni a pagamento.
Per costruire un brand, bisogna definire chi siamo, cosa vendiamo e la mission del business. Occorre pensare a come si vuole che i clienti si sentano quando interagiscono con il sito web o servizi. Questi insight guideranno la strategia del brand.
Da quanto sopra, si comprende quanto sia importante per raggiungere e mantenere il successo di un’attività imprenditoriale, rivolgersi a strutture e professionisti specializzati in avvio di impresa. Inutile ricordare che lasciare un posto fisso per mettersi in proprio è molto impegnativo e rischioso. Proprio per questo che tale valutazione deve essere suffragata da specialisti.
