Se e quando leggerli
Commento a cura di Erika Basile

Tutti abbiamo letto integralmente il capolavoro di Alessandro Manzoni; tutti conosciamo per sommi capi il matrimonio che non sa da fare tra Renzo e Lucia; le angherie e i soprusi di Don Rodrigo e la figura leggendaria di Fra Cristoforo (e il suo verrà un giorno in cui…); la conversione dell’Innominato e la bontà del Cardinale Borromeo; Don Abbondio conosciuto per non essere un cuor di leone; sono entrati nel linguaggio comune parole come Perpetua o Azzeccagarbugli o la figura dei bravi.
“Nella bozza dei nuovi programmi dei licei si prevede che nel biennio la lettura dei Promessi Sposi possa essere sostituita da opere più accessibili dal punto di vista linguistico. Si tratterebbe, ad oggi, di una proposta della Commissione presieduta dal professor Claudio Giunta, a cui poi seguirà un iter composto dalla consultazione anche delle Consulte studentesche, oltre a scuole, associazioni disciplinari, sindacati e famiglie.” Contrario però lo stesso Ministro Valditara, il quale non condivide appieno questa proposta.
Ma alcuni docenti universitari, tra cui Alessandro Barbero, hanno lanciato una petizione su Change.org intitolata “Un libro per tutti: teniamo I promessi sposi al secondo anno del Liceo”, in quanto nella predetta bozza si scrive che l’opera di Alessandro Manzoni non è più un classico contemporaneo e si invita a proporre nel biennio testi meno complessi dal punto di vista linguistico. Nella petizione si legge altresì che con questa riforma ci sarebbero due possibilità: “1) Limitarsi a leggere uno o due capitoli, magari costruendo un percorso tematico di pochi e brevi brani dei Promessi sposi: questo offrirebbe una conoscenza parziale della stessa opera; 2) Leggere porzioni più ampie; ma una lettura molto ampia e magari addirittura integrale dei Promessi sposi, com’era finora consuetudine al secondo anno del primo biennio, appare improponibile al quarto anno, perché implicherebbe inevitabilmente la rinuncia alla maggior parte degli altri autori, molti dei quali sono imprescindibili nel canone nazionale: Goldoni, Leopardi e Foscolo”.
Ma questo romanzo è da considerare ancora un classico per i nostri studenti, perchè offre delle tematiche sempre attuali e strettamente collegate alla quotidianità del presente in cui si vive.
In primo luogo Manzoni è andato contro il modo di fare letteratura del suo tempo: protagonisti sono gli ultimi e non principi o regine; usa la lingua parlata dalla borghesia ricca e colta e non quella delle corti e dei regnanti. Al centro della sua opera c’è la descrizione della realtà così com’è senza ricorrere ad artifizi letterari o a colpi di scena inverosimili. Protagonista della suo opera è anche la Provvidenza, che aiuta e sostiene chi ha fede, ma lo esorta sempre alla responsabilità individuale: ciascuno nel proprio piccolo può e deve fare qualcosa contro le storture e le prepotenze quotidiane. La lingua utilizzata è un richiamo all’Italia unita prima della stessa Unità d’Italia, ricordando a tutti che la lingua è una cosa viva, in continua evoluzione e che rappresenta meglio di qualunque altra cosa l’identità nazionale.
E voi cosa ne pensate? Serve ancora leggere I Promessi Sposi o sono un testo desueto e non in grado di trasmetterci un messaggio moderno?
Spero almeno di avervi fatto ritornare la voglia di rileggerlo tutto o anche solo in parte.
