LA FORMA DELL’ACQUA di Andrea Camilleri

Il giallo siciliano che ha riscritto le regole del noir italiano

a cura di Erika Basile

Il 6 settembre di cento anni fa nasceva Andrea Camilleri. E grazie a uno scrittore siciliano si è ambientato per la prima volta un omicidio letterario in Sicilia, terra di mafia per antonomasia, ma non è un omicidio compiuto dalla mafia.

Siamo a Vigata: “un luogo che non c’è, ma che chiunque ha cercato sull’atlante”. Anche la lingua utilizzata è stata appositamente creata dall’autore: a metà tra il siciliano e l’italiano. I siciliani, osserva Camilleri, sono persone che parlano un dialetto incomprensibile, fatto più di silenzi che di parole, d’indecifrabili movimenti delle sopracciglia, d’impercettibili increspature delle rughe. Ecco la lingua vigatese che tutti amiamo e utilizziamo: la passiata, i cabasisi, tuppiare.

Il protagonista è un commissario siciliano: Salvo Montalbano.

Forse non tutti sanno che il nome vuole essere un omaggio ad un altro grande scrittore, spagnolo, Manuel Vasquez Montalban. Forse la maggiorparte di voi avrà visto almeno un episodio tratto dai romanzi sul commissario Montalbano.

Questo romanzo fu pubblicato per la prima volta a marzo del 1994.

“Qual è la forma dell’acqua?” “Ma l’acqua non ha forma! Piglia la forma che le viene data”. Infatti l’acqua prende la forma del recipiente che la contiene.

E così ci viene presentato questo omicidio eccellente: l’ingegner Luparello è una personalità di spicco del paese, con legami sia con il mondo imprenditoriale che con il mondo politico, anche quello di Roma. Viene ritrovato dentro un’automobile, in un luogo detto la Mannara, dove vanno ad appartarsi uomini con le prostitute o coppiette clandestine. L’ingegnere, continua Camilleri, era sempre stato un tipo elegante, estremamente curato in ogni dettaglio del corpo. Ora invece viene ritrovato senza cravatta, con la camicia strazzonata, gli occhiali di traverso, i calzini calati e i pantaloni abbassati fino alle ginocchia.

Inoltre, si cerca di evitare, per carità cristiana, che i giornalisti e i fotografi, soprattutto quelli della parte politica avversa, anche quelli privi di scrupoli e di decenza, pubblichino o diffondano immagini del cadavere. Tutto viene messo a tacere per rispetto del buon nome e dei legami che quella famiglia ha, ma il silenzio comincia a parlare e quando non si conosce la verità si moltiplicano le voci incontrollate.

Ecco appunto la forma dell’acqua

Non vi svelo il finale, naturalmente.

Vi consiglio di rileggere e, se non lo avete ancora fatto, di leggere questo libro: il ritmo è talmente coinvolgente ed incalzante che in poco tempo riuscirete a divorarlo.

Buona lettura!!

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