UN LIBRO DI MAURIZIO DE GIOVANNI
Commento a cura di Erika Basile

E’ l’ultimo libro della saga de “I bastardi di Pizzofalcone”, da tutti conosciuta grazie alla omonima serie televisiva oramai giunta alla quarta stagione (in trepidante attesa dell’uscita dei nuovi episodi sempre su Rai1).
Siamo a Napoli, nel quartiere di Pizzofalcone: “un distretto di Napoli non molto vasto ma assai popoloso, che abbraccia una parte dei Quartieri spagnoli e va giù fino al Lungomare”.
Tutto ha inizio con la storia di un commissariato che sta per chiudere, perchè quattro dei sei agenti in servizio sono stati arrestati per traffico di droga e per questo vengono chiamati bastardi. Successivamente in questo commissariato vengono mandati gli scarti che altri distretti di polizia non vogliono: quello accusato di essere colluso con la mafia, quello che picchia i sospettati, quella dal grilletto facile, quello incapace ma raccomandato. Tanto loro “non hanno niente da perdere”.
Ma sotto la guida del vice questore Luigi Palma, questi poliziotti riescono a dare il meglio di sé, a fare squadra completandosi a vicenda e a risolvere dei casi molto intricati, nonostante il sospetto che aleggia su di loro. Diventano, nonostante tutto, una famiglia.
Ogni libro riguarda un’indagine intricata ed avvincente, ma soprattuttto coinvolge le storie di tutti i nostri personaggi, che si evolvono e crescono pagina dopo pagina, mescolando il lavoro quotidiano con le difficoltà che ogni persona incontra nella propria famiglia e nella vita di tutti i giorni.
Questo ultimo volume (siamo giunti al numero 13) parla dei figli: “I figli. Forse quando non li hai non ne senti la mancanza, e quando li hai ti chiedi come facevi a vivere prima di averli. Forse.”
Tutto comincia con un incidente stradale: in una notte di luglio un certo Francesco Cascetta viene investito da un’automobile. Perchè un pirata della strada sarebbe passato e ripassato su quel corpo? Voleva essere certo di averlo ucciso? Quindi sarebbe un omicidio volontario?
Ma perchè la vittima, sposato ad una ricca signora napoletana, a quell’ora della notte si trovava in un quartiere lontano dai suoi luoghi abituali? La prima sospettata è sempre la moglie, pur se è amica intima del questore. Si scopre che il marito la tradiva ed aveva chiesto ad un vecchio amico avvocato di occuparsi della separazione nel più breve tempo possibile.
E se invece c’entrano i soldi? La vittima era titolare di un grosso laboratorio di analisi, che riceveva incarichi anche da importanti cliniche private napoletane.
Riuscirà questa sgangherata squadra di poliziotti a risolvere il mistero: ed ognuno sta vivendo un momento particolare con il proprio figlio; o quale figlio con il proprio genitore; o nella speranza di avere finalmente un figlio.
Se leggete il libro, una sola raccomandazione: non fermatevi mai alla prima impressione, perchè niente è come sembra ed i rapporti umani sono sempre una scoperta ed in continua evoluzione.
Se invece preferite guardare la serie tv, buona visione: gli attori sono bravissimi e Napoli è sempre bella.
